DOM – Massimiliano Battistella
Con: Mirela Hodo, Kristaq Nina, Denis Nina, Mathias Nina
(Italia, Bosnia ed Erzegovina; 83’)
(Giornate degli Autori – Notti Veneziane)

Docu-fiction intima e accurata; il piano narrativo segue Mirela, 41enne di origine bosniaca, che, abbandonata dalla madre da piccola (probabilmente anche a causa di una malformazione ad una gamba) in un orfanotrofio di Sarajevo, a 10 anni, con alcuni altri ospiti della struttura, viene inviata per una “breve vacanza” per sfuggire ai bombardamenti e alla guerra, a Rimini presso un istituto di religiose. Quasi nessuno è tornato a casa.
Ora Mirela, che ha un compagno e due figli e parla con cadenza romagnola, vorrebbe tornare in Bosnia per ritrovare la madre. Si imbarca ad Ancona per Sarajevo…
Dom in bosniaco significa casa, ma anche patria. Il titolo compare a fine film, quasi a coronamento tematico di una lunga ricerca. Il disvelamento graduale della storia di Mirela, grazie ad un montaggio parallelo tra immagini del presente e frammenti dei filmini VHS degli anni ’90, procede attraverso un percorso a ritroso che cuce assieme il suo dolore, le sue domande esistenziali ad elementi, istantanee e suoni della memoria. In particolare decisamente riuscito il mix sonoro con voci, canzoni, rumori del passato che si intrecciano con l’audio di oggi e con il commento musicale over.
Mirela incontra gli ex compagni dell’orfanotrofio: tra loro il legame è quello che si instaura tra i reduci. “Perché sono stata scelta io per andare in Italia? Ho tolto il posto ad altri…” Queste le domande che tornano a suggerire un senso di colpa con cui la donna fa i conti.
Il film svela molte cose, ma altre restano opache.
La ricerca della madre, sostituita in parte dall’ormai anziana maestra delle elementari, vero motivo del viaggio, viene risolta in un fuori campo emblematico e poetico.
Da vedere.
Fabio Sandroni