CHIET CHEA MANUSA (BECOMING HUMAN) – Polen Ly
(Cambogia, Francia; 102’)
(Biennale College Cinema)

La storia di Thida, uno spirito guardiano, si svolge in un vecchio cinema ormai in rovina, destinato a scomparire sotto il peso di una nuova costruzione. Questo spirito, legato al luogo e alle memorie del passato, si trova a un bivio esistenziale: tornare nel ciclo della reincarnazione o rimanere una presenza eterea e disincarnata. La sua paura della sofferenza umana, già sperimentata in vita, la spinge a preferire la sua condizione di fantasma. Il suo destino si incrocia con quello di Hai, un giovane giornalista che, con un gesto semplice e carico di rispetto per la spiritualità dimenticata, riaccende una connessione tra i loro mondi. Questo legame insolito li porta a confrontarsi sul significato profondo dell’esistenza umana, in un Paese segnato da una dolorosa trasformazione.
Il regista Polen Ly offre un’opera che è al contempo una riflessione personale e un affresco di una nazione in bilico tra passato e futuro. In quanto figlio di una famiglia sopravvissuta al genocidio, Polen Ly esplora il modo in cui il trauma storico si perpetua, legando in modo indissolubile il presente al passato. Il film è un invito a trovare la forza nella speranza e nella compassione, nonostante le ferite ancora aperte.
A livello tecnico, il film si distingue per un approccio minimalista e simbolico. L’uso del paesaggio sonoro, che sostituisce quasi interamente la musica con i suoni della natura, crea un’atmosfera sospesa, ponendo in contrasto la serenità dell’ambiente naturale con il rumore sordo del progresso urbano. I dialoghi sono ridotti all’essenziale, lasciando che la narrazione si esprima attraverso la cinematografia. Questo si nota fin dall’inizio del film dove per i primi minuti di proiezione essi sono totalmente assenti. L’abbandono del vecchio cinema, in particolare, è una metafora vivida della società cambogiana post-Khmer Rossi: un luogo che un tempo era un centro vitale di comunità, ora è un guscio vuoto, simbolo di una nazione frammentata e in cerca di una nuova identità.
Becoming Human è una toccante esplorazione della paura del dolore e della scelta di vivere. Il film suggerisce che i fantasmi non sono solo creature ultraterrene, ma anche la memoria storica di un popolo, figure a cui si è legati finché la loro presenza non viene cancellata dalla modernità. In un mondo che sembra non avere più spazio per la spiritualità, il film si chiede cosa significhi essere umani in un tempo in cui persino i fantasmi vengono sfrattati. Il rapporto tra Thida e Hai diventa la chiave per superare il trauma e trovare il coraggio di esistere, suggerendo che la speranza risiede nel trovare forza e significato nel legame con gli altri.
Irene Ancora ft. Agostino