DEN SIDSTE VIKING (The last Viking) – Anders Thomas Jensen
Con: Nikolaj Lie Kaas, Mads Mikkelsen, Sofie Gråbøl, Bodil Jørgensen, Lars Brygmann, Søren Malling, Kardo Razzazi, Peter Düring, Nicolas Bro
(Danimarca, Svezia; 116’)
(Fuori Concorso)

Anker torna a casa dopo essere stato in carcere per una rapina con un solo scopo: ritrovare il bottino che ha fatto nascondere al fratello Manfred. Ma quando torna a casa trova che Manfred è cambiato e i due cercheranno di ritrovare il denaro rubato, imbattendosi in una serie di mirabolanti avventure, che li farà riflettere sul loro passato, su se stessi e sul loro legame.
Anders Thomas Jensen (Le mele di Adamo, 2005) torna sul grande schermo proponendo una commedia che propone anche degli spunti di riflessione allo spettatore.
I protagonisti vengono subito presentati in una scena quasi drammatica all’inizio del film, che anticipa il difficile equilibrio del rapporto che ci sarà tra i due: Anker, insieme alla sorella Freya, cerca di sfuggire alla polizia e Manfred, chiuso nel suo mondo, cerca pezzi di puzzle.
Saltano subito all’occhio l’uso delle tonalità cromatiche tendenti al color seppia e una leggera sfumatura agli angoli dell’inquadratura ogni qual volta Anker ha un ricordo di lui e il fratello da piccoli.
Il filo conduttore è una voce narrante fuori campo, che racconta la leggenda dell’ultimo vichingo e, come il racconto del vichingo, lo stesso film, tra scene divertenti e scene di litigi familiari, sembra affermare che non è la singola persona a doversi conformare al mondo, ma è il mondo stesso a doversi conformare alle persone.
L’opera fa ridere, piangere e riflettere; i due attori principali, Nikolaj Lie Kaas e soprattutto Mads Mikkelsen, regalano allo spettatore un’interpretazione travolgente.
Lucrezia Bedini