ANOCHE CONQUISTÉ TEBAS – Gabriel Azorín
Con: Santiago Mateus (António), António Gouveia (Jota), Oussama Asfaraah (Aurelius), Pavle Čemerikić (Pompei)
Spagna, Portogallo/2025 (112′)
(Giornate degli Autori)

Camminando in una radura che diventa palude, un gruppo di cinque ragazzi parla di una battaglia condivisa, citando Mantinea, gli spartani, la presa di Tebe, finché arrivano nel sito riscoperto da poco di un accampamento romano con attigue vasche di acque termali, dove al calare della notte si scambiano confidenze che si fondono con suggestioni antiche.
Suggestivo esordio del giovane regista Gabriel Azorin, che partendo dal singolare sito archeologico militare romano di Aquis Querquennis, in Galizia, costruisce una storia in cui contemporanee strategie da videogioco si intersecano con visioni cosmiche della Natura e della civiltà umana. È su questi piani temporali molteplici che Antonio, Jota e i loro tre amici si incontrano e si raccontano, mostrando i risvolti più confidenziali del loro rapporto, nel corso di una giornata e di una lunga notte trascorsa insieme in quei luoghi “magici”. Proprio lo spazio della notte innesca un passaggio all’era antica, dando vita ad una sorta di “doppio” della coppia Antonio-Jota, trasposta al tempo degli eserciti di Roma accampati in Spagna. Lo spettatore vive in tempo reale tutto il racconto, accorgendosi appena del passaggio dal portoghese al latino e dai ragazzi contemporanei ai giovani soldati antichi.
I tempi dilatati, i lunghi silenzi attraversati solo dal rumore delle acque, il crepuscolo che arriva pian piano e prosegue fino alla notte fonda, popolata nella volta celeste dalle configurazioni delle costellazioni, caratterizzano una sceneggiatura ricca di suggestioni e spunti di riflessione profonda, tutta al “maschile” perché scandagliata tra ragazzi.
Forse proprio la sovrabbondanza di elementi penalizza la piena fruibilità dell’opera, che resta comunque un interessante esordio al lungometraggio.
Nadia Ciambrignoni