COTTON QUEEN – Suzannah Mirghani

Con: Mihad Murtaba, Rabha Mohamed Mahmoud, Talaat Fareed, Haram Bisheer, Mohamed Musa, Hassan Kassala

(Germania, Francia, Palestina, Egitto, Qatar, Arabia Saudita, Sudan; 93’)

(Settimana Internazionale della Critica)

In un villaggio agricolo del Sudan, l’adolescente Nafisa sta diventando una giovane donna. Il suo mondo è cresciuto attorno alla coltivazione di un cotone particolarmente puro. Sua nonna Al-Sit, considerata da tutti una eroina del passato nell’affrancamento dal colonialismo inglese, la vorrebbe fedele alle tradizioni. La madre invece vorrebbe maritarla con un uomo ricco. Arriva nella piantagione in crisi, un imprenditore agricolo inglese che ha intenzione di rilanciare il prodotto attraverso gli OGM. Parte del villaggio sembra affascinato dall’uomo, ideale candidato per un matrimonio anche di interessi.

La regista Suzannah Mirghani, di origini russo-sudanesi, esordisce nel lungometraggio, nella sezione della Settimana Internazionale della Critica, con un racconto di formazione che sovrappone il tema dell’autonomia dai nuovi colonialismi a quello dell’affrancamento personale e della libertà di essere donna.

Il personaggio di Nafisa è al centro di due forze opposte, rappresentate dalla madre e dalla nonna, che la obbligano ad un “dover essere” che ne limita la crescita autonoma, ma entrambe le strade appaiono come vicoli ciechi.

Il racconto, fin dal suo incipit associa i motivi del fuoco e del desiderio di una vita futura al cotone e al fiume costruendo un sistema di esche che guidano verso la sovrapposizione narrativa di tutti questi elementi. Il finale, di intensa suggestione visiva, celebra una nuova ribellione da entrambe le alternative.

Fabio Sandroni