AL BARANEYA di Ashgan El-Hamus

Sceneggiatura: Ashgan El-Hamus, Roelof-Jan Minneboo

Egitto – 84′

(Giornate degli Autori)

 

Ad Al Baraneya, villaggio circondato da campi di gelsomino alle porte del Cairo, abitano Amal, giovane ragazza incinta, con tutta la sua numerosa famiglia: le sorelline, i genitori, gli zii e la nonna anziana allettata. 

Le giornate si alternano in un susseguirsi di equilibri relazionali in continuo subbuglio e le sfide del mondo esterno gravano sul nucleo familiare: un’offerta per l’acquisto dei terreni di famiglia e l’arrivo della cugina Rania, donna autonoma e lavoratrice dal Cairo, metterà alla prova questa piccola comunità, concentrata sulla cura reciproca e una vita ancora lenta.

L’impasto narrativo miscela modernità, nuove e antiche tecnologie, tradizioni e riti familiari, proponendo un intreccio equilibrato tra reale e finzione. Il risultato è un’efficace sceneggiatura che lascia spazio alla famiglia rappresentata, libera di interpretare se stessa e personalizzarsi in modo naturale. 

In questo senso il lavoro svolto sul set, con attori amatoriali, si è rivelato essere una sfida ben riuscita, specie per le piccole sorelline attrici, sempre autentiche nell’interpretare loro stesse e la loro vita.

Così, attraverso la frequente metafora del gioco delle bambine, l’opera regala agli spettatori un percorso fatto di simboli che alludono al ciclo della vita e al cambiamento, alla situazione femminile nelle zone rurali più vicine alle tradizioni egiziane a rapporto con la vicina metropoli del Cairo.

È degna di nota la profetica sequenza, anticipatrice della morte della nonna di seguito alla rivelazione in cui l’anziana sogna di essere di nuovo giovane, con zampe d’anatra davanti all’acqua, quando Amal si reca di notte a raccogliere i gelsomini canticchiando una ninnananna mentre, con un delicato raccordo sul sonoro, il padre accompagna la nonna al bagno, nell’unica sequenza che non la vede a letto.

L’opera prima della regista e sceneggiatrice offre un ritratto di grande maturità intima, un’importante opera sociale e anche politica che, attraverso le sue protagoniste, racconta la tensione tra un mondo che sta cambiando e uno che rischia di scomparire.

Irene Sandroni

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“Al Baraneya” è il nome di un piccolo villaggio vicino a Il Cairo, in Egitto, dove una giovane donna incinta si trova dover fare i conti con una realtà che non soddisfa più la sua esigenza di spazio, mettendo in evidenza la difficoltà della convivenza intergenerazionale.

Il film mostra la quotidianità della vita di questo “collettivo” in maniera onesta, ponendo davanti agli occhi del pubblico uno sguardo da insider. Del resto, la regista Ashgan El-Hamus, di origine egiziana, ha ammesso di aver scelto, ad eccezione della protagonista Amal, attori non professionisti e di aver lasciato loro la libertà di reinventare i dialoghi da lei scritti con il linguaggio più spontaneo possibile, in maniera da ottenere un realismo documentaristico.
Un film dove il cambiamento non è solo apertura verso un nuovo futuro, ma presa di coscienza di un passato che non è più possibile confermare nel presente.

Paola Sangiovanni

In copertina:
AL BARANEYA – Official still (1)