BALCANICA di Nicola Sorcinelli
Sceneggiatura: Nicola Sorcinelli, Andrea Brusa
Italia, Serbia, Croazia
86′
(Giornate degli Autori)

Presentato in concorso alle Giornate degli Autori, Balcanica rappresenta l’esordio al lungometraggio del regista Nicola Sorcinelli che ci dona un’opera dal forte impatto civile ed emotivo nell’affrontare le drammatiche dinamiche della rotta balcanica attraverso la lente della musica e del corpo come forma di resistenza.
A seguito del divieto della musica in Afghanistan, Nazar, ex direttore d’orchestra, e suo figlio Jalil si vedono costretti ad abbandonare il proprio paese per mettersi in viaggio lungo la complessa rotta di cui al titolo. Durante questo percorso di sopravvivenza, segnato da climi ostili e respingimenti, i due incontrano Greta, una dottoressa volontaria italiana che affronta la sua prima missione umanitaria impegnata nell’assistenza ai profughi.
L’incontro tra lo sguardo afghano e quello occidentale rappresentato dalla giovane ragazza fa emergere un doloroso scontro con la realtà: da un lato c’è la missione di salvare tutte le vite, a qualunque costo, dall’altro l’impotenza e la burocrazia dei confini che non permettono
Il divieto della musica imposto dai Talebani in Afghanistan è una delle misure più emblematiche del loro controllo ideologico e sociale. Questo bando, già applicato durante il loro primo regime (1996-2001), è stato reintrodotto con il ritorno al potere nel 2021, con il quale si giustifica tale proibizione attraverso un’interpretazione ultra-conservatrice e rigida della sharia, secondo la quale la musica provocherebbe una “corruzione morale” e distoglierebbe i fedeli dalla devozione religiosa, promuovendo comportamenti e valori ritenuti impuri o occidentali. L’unica forma di espressione vocale tollerata dal regime è il canto a cappella privo di strumenti musicali, come gli inni di propaganda usati per celebrare il regime stesso. Nel corso degli anni, le forze talebane hanno sequestrato e bruciato pubblicamente migliaia di strumenti, vietando la riproduzione della musica sulle stazioni radio, in televisione, nei locali, sui mezzi di trasporto e durante celebrazioni private come i matrimoni. L’Istituto Nazionale di Musica dell’Afghanistan (ANIM) e la facoltà di musica dell’Università di Kabul sono stati chiusi e abbandonati, costringendo numerosi artisti a distruggere i propri strumenti, abbandonare la professione o fuggire dall’Afghanistan verso Paesi esteri, mettendo a rischio d’estinzione la tradizione musicale afghana, ricca di influenze storiche persiane e dell’Asia meridionale. In diverse aree urbane la musica sopravvive solo in maniera clandestina, ascoltata a basso volume nelle abitazioni private o memorizzata sui telefoni cellulari con il rischio costante di ripercussioni in caso di controlli ai posti di blocco.
Come sottolineato dallo stesso regista, il corpo dei protagonisti diventa la testimonianza tangibile del viaggio: porta i segni del freddo, delle violenze e delle ferite inflitte dai confini. Parallelamente, il paesaggio sonoro curato da Michele Braga affianca al silenzio forzato della censura l’eco della memoria musicale dei due viaggiatori.
Balcanica si impone così nel panorama cinematografico italiano come un racconto viscerale e privo di retorica sull’identità, la libertà di espressione e il senso di dignità lungo le frontiere d’Europa.
Raffaele Piccirillo
L’incipit di “Balcanica”, opera prima di Nicola Sorcinelli, ci mostra due figure di spalle, appesantite dai bagagli e dal freddo, il cui cammino è interrotto dalla violenza di chi controlla il confine.
Sono Nazar e suo figlio Jalil, due musicisti afgani, che vogliono valicare l’ultima montagna prima dell’Europa per raggiungere l’Italia. Si incrociano con altre anime che vogliono percorrere la stessa strada e con Greta, dottoressa impegnata sul fronte, interpretata da Matilde de Angelis.
Quest’ultima, al suo debutto come produttrice, ha affermato di aver ostinatamente voluto che questo film vedesse la luce sin dal momento della lettura della sceneggiatura 5 anni prima e di considerare Greta: “un personaggio bellissimo, fatto di vuoti, silenzi, spazi e senso di impotenza, che gelosamente ho voluto fare io“, come ha rivelato in conferenza stampa.