MOONFISH di Daniel Zvereff
Con: Morgan Spector, Lucy Liu
USA
89’
(Biennale College Cinema)

Una missione spaziale per la raccolta di minerali su un asteroide incontra fin da subito un imprevisto quando l’atterraggio di fortuna provoca la morte di uno dei due astronauti lasciando l’altro solo con l’unica compagnia di un pesce.
Il titolo è una chiara allusione al pesce portafortuna che accompagna i protagonisti, ma anche un rimando alla stessa casa a cui aspirano a tornare.
Il racconto, fortemente allegorico, si dipana attraverso l’uso peculiare dell’animazione digitale bidimensionale che proietta lo spettatore in una dimensione atemporale, sospesa e, allo stesso tempo, opprimente e claustrofobica.
La scelta del disegno, inoltre, permette al regista di impostare un character design a partire dall’uniformità grafica di tutti i personaggi che risultano quasi dei prodotti in serie. Tale caratterizzazione viene sottolineata anche dalle tante inquadrature reiterate che illustrano le azioni ripetitive che il personaggio compie.
Si rimarca, altresì la scelta del bianco e nero che enfatizza la monotonia e l’angoscia della vita solitaria e sospesa del personaggio principale che, giorno giorno dopo giorno si perde nella ripetitività della propria missione.
Il regista, che si è ispirato ad una sua esperienza personale di “sospensione della quotidianità” a causa della comunicazione di una diagnosi errata, rappresenta un mondo distopico in cui le macchine hanno più importanza e l’uomo è diventato l’elemento sacrificabile per il lavoro richiesto dalle corporazioni che decidono di vita o morte sulla base di obiettivi utilitaristici.
“Il film – ha dichiarato – esplora il confine sottile e permeabile tra vivente e non vivente, interrogandosi su come elaboriamo ciò che abbiamo perduto mentre continuiamo ad aggrapparci a un futuro, per quanto cupo. Moonfish non è solo un film sulla sopravvivenza nel cosmo, ma un’indagine su come preserviamo la nostra umanità, il nostro dolore e la capacità di meravigliarci quando l’universo appare vasto, indifferente e terribilmente silenzioso“.
Il prodotto nella sua semplicità e nella sua apparente distanza dalla realtà convince gli spettatori fornendo anche interessanti spunti di riflessione sulla condizione umana.
Ivan Dell’Uomo,
Lucrezia Bedini
In copertina: MOONFISH – Official still (2)