SE VENISSE ANCHE L’INFERNO di Samuele Rossi

Con: Luca Tanganelli, Giorgio Colangeli, Andrea Damarco, Giusi Merli

Italia, 2026

96′

(Giornate degli Autori)

“Ma se venisse anche l’ inferno
il partigian rimane lassù”.
Così nel verso del canto ‘Il bersagliere ha cento penne’ viene evocata la resistenza dell’azione anche disperata, anche solitaria dei partigiani italiani, soprattutto nell’ inverno del 1944.
E Gio è uno di loro, il protagonista intorno al quale Samuele Rossi e Lorenzo Bagnatori hanno scritto e diretto l’ opera presentata alle Giornate degli Autori di Venezia 83.

“È un film sulla resistenza e sulla resilienza, che ci ha consentito di essere oggi quelli che siamo e su cui è urgente tornare a riflettere”, ha dichiarato il regista nel Q&A in sala Perla a Venezia.
E la riflessione è guidata dall’estrema sobrietà dei dialoghi, pochissimi ed essenziali, in una storia narrata da terra, acqua, foglie, corpi; i suoni della natura diventano il sottofondo ideale che accompagna la lotta solitaria sulle Alpi in Valle d’Aosta di Gio, rimasto solo dopo i feroci rastrellamenti nazifascisti dell’autunno del ’44.

Con uno stile asciutto, caratterizzato da colori nitidi, dai primi piani intensi e dalla forte presenza scenica del talentuoso esordiente Luca Tanganelli, costantemente seguito dalla macchina a spalla, il regista Samuele Rossi firma un lungometraggio di finzione che convince e fa pensare.
Il Cinema d’autore che ti aspettavi di trovare nelle giornate veneziane.

Nadia Ciambrignoni

In copertina: SE VENISSE ANCHE L’INFERNO (EVEN IF HELL CAME) – Luca Tanganelli and Giorgio Colangeli (Credits photo by Alessio Vecchi)