Giovedì 29 agosto – Secondo Giorno di Mostra

Venezia 76
AD ASTRA
Di James Gray
Con: Brad Pitt, Tommy Lee Jones, Ruth Negga, Liv Tyler, Donald Sutherland.
Usa/124′

Spaventose tempeste elettromagnetiche bombardano la Terra con allarmante frequenza. Il corpo spaziale dell’esercito americano incarica un pluridecorato astronauta di indagare sulla sorgente di tale fenomeno adombrando nella figura paterna di lui una certa responsabilità. Il maggiore Roy McBride (Brad Pitt), parte alla volta di Nettuno alla ricerca del padre dato per morto da 26 anni. Il regista de “I padroni della notte” e “Two lowers” debutta nella fantascienza con una produzione atipica per il genere ma molto in linea con la cinematografia contemporanea. In questo caso l’esplorazione spaziale e la missione salvifica del protagonista sono metafore della ricerca interiore, del superamento della solitudine esistenziale e della risoluzione di un tormentato rapporto figlio-padre. Pochissime sequenze di action sparigliano le carte di un gioco narrativo che fa del silenzio e della sospensione del tempo le sue cifre caratteristiche. Brad Pitt si presta ottimamente a reggere sulle spalle tutta la messa in scena offrendo al pubblico un personaggio lacerato e solitario malgrado l’apparente sicurezza. Dal punto di vista stilistico il regista opta per un linguaggio molto essenziale in grado di risolvere gli intreccci psicologici stile “Cuore di tenebra” con l’immaginario spaziale alla “2001 Odissea nello spazio”. Ne esce un mash-up a tratti sontuoso e solenne la cui pecca maggiore si ritrova nell’eccessivo minutaggio.

Venezia 76
MARRIAGE STORY
Di Noah Baumbach
Con: Scarlett Johansson, Adam Driver, Laura Dern, Alan Alda, Ray Liotta, Julie Hagerty.
Usa/135’

Lui è un geniale regista teatrale, lei da attricetta di cinema di serie B ha saputo evolvere professionalmente al punto di essere apprezzata tanto in teatro, quanto in TV. Sembrano una coppia perfetta e affiatata, ma la crisi è dietro l’angolo. La strada intrapresa del divorzio si trasforma in una lotta senza esclusione di colpi, ma stranamente… Regista e scenegggiatore di fama, Noah Baumbach (“Il calamaro e la balena”; “Il matrimonio di mia sorella”; “Giovani si diventa”; “Mistress America”), costruisce un copione perfetto per esaltare le doti di un gruppo di attori in stato di grazia: Scarlet Johansson, sempre più duttile; Adam Diver, qui al quarto film con Baumbach e decisamente bravo; Laura Dern, semplicemente strepitosa e Ray Liotta più cattivo che mai. L’estenuante rodeo verbale e attoriale cui è sottoposto tutto il cast, caratteristi compresi, si colora del linguaggio teatrale e di tantissimo Cinema in un percorso certamente drammatico che non si nega, tuttavia, momenti ironici al limite della leggerezza. Molto pesante la critica dell’autore nei confronti del sistema giudiziario americano nell’ambito delle separazioni, evidente “miniera d’oro” per avvocati e consulenti senza scrupoli nè morale. Un ottimo prodotto da festival.

Orizzonti
VERDICT
di Raymund Ribay Gutierrez
Con:Max Eigenmann, Kristoffer King, Jorden Suan, Rene Durian.
Filippine, Francia/126’

In un quartiere povero di Manila, nelle Filippine, Joy all’ennesimo abuso subito dal marito, cerca giustizia denunciandolo alla polizia e cominciando il lungo Iter burocratico che prevede la purtroppo solita messa sotto accusa della stessa vittima. Ne scaturisce uno scenario drammatico, dalle tinte scure dove l’unica via d’uscita sembrerebbe essere la liberazione ‘definitiva’ del problema. Molto apprezzata la scelta del giovanissimo regista Ratmund Ribay Gutierrez (classe 1992 alle prese qui con il suo primo lungometraggio) di utilizzare movimenti di macchina a spalla lungo tutta la narrazione ad eccezione delle scene processuali, creando così uno spartiacque sottile ma preciso fra i generi semi-documentario e court-movie. Lo spettatore è immerso in una narrazione costruita (nella scelta delle inquadrature, nelle location claustrofobiche, nell’assenza di qualsivoglia commento sonoro artificiale al di là dei “paesaggi sonori” naturali) per restituire l’immagine di una realtà opprimente e corrotta. Il risultato è un prodotto fastidiosamente sincero e per niente ruffiano sulla tematica molto attuale della violenza in ambito familiare con un’esplicita critica a quanto avviene in tal senso nelle Filippine.

Orizzonti
SOLE
Di CARLO SIRONI
Con: Sandra Drzymalska, Claudio Segaluscio, Barbara Ronchi, Bruno Buzzi.
Italia, Polonia/102’

Lena, giovane ragazza incinta, arriva dalla Polonia per partorire e vendere la bambina che porta in grembo ad una coppia sterile disposta a pagarla per il servizio. Ermanno, un ragazzo problematico e senza apparente scopo nella vita deve solo fingere di essere il padre della bimba per consentire, a posteriori, una facile adozione fra parenti. Quando la piccola nasce prematuramente le cose iniziano a cambiare nella vita di Lena e di Ermanno. Carlo Sironi, classe 1983, premiato autore di cortometraggi esordisce nel lungometraggio con questa storia discreta e potente al tempo stesso; fredda e appassionata, lacerante eppure positivamente aperta alla speranza pur in un contesto di povertà affettiva. Sandra Drzymalska e Claudio Segaluscio danno corpo e anima a personaggi minimali fotografati in un difficile percorso di maturazione sul senso della maternità e della paternità. Il tutto reso con un linguaggio estremamente asciutto che non concede nulla allo spettatore (in termini di facili emozioni), eppure, proprio per il rigore e la coerenza stilistica risulta tanto più efficace. Un prodotto italiano da consigliare vivamente e da caldeggiare in un mercato nostrano sempre più adagiato sulla commedia spensierata. Accoglienza più che calorosa alla prima proiezione in Sala Darsena.

ESPERIENZA VR (a cura di Lorenzo Amadori)

La difficoltà nel dare un parere generico su un’esperienza tanto vasta e differenziata come quella della realtà virtuale mette in luce quanto poco ancora all’avanguardia sia questa tecnologia ancora in fase di sperimentazione.
Da classici RPG, ai più disparati storygame, l’aspetto che più intriga del visore è sicuramente l’interattività che offre a chi lo sperimenta grazie anche a speciali controller con sensori di profondità spaziale. La visuale a 360 gradi e cuffie insonorizzate, consentono l’esplorazione di un’ambiente completamente immersivo tanto da confondere i sensi nel caso di un utilizzo prolungato. Esperienza sicuramente da provare, con la speranza però di trovare un titolo intrigante e coinvolgente.