HIJRA – Shahad Ameen
Con: Lamar Faden, Khairiah Nathmy, Nawaf Al-Dhufairy, Raghad Bokhari, Abdulsalam Alhawiti
(Arabia Saudita, Iraq, Egitto, Regno Unito; 115’)
(Venezia Spotlight)

Arabia saudita 2001. Jenna, 12 anni, parte insieme alla nonna Sitti e alla sorella Sarah per fare il viaggio sacro Hajj verso la Mecca; ma alla prima tappa del pellegrinaggio Sarah tenta la fuga e comincia così l’impervio viaggio di ricerca della sorella scomparsa. Unico aiutante di nonna e nipote: Ahmed, un uomo “ricercato senza aver compiuto illegalità”. Più le donne si allontanano dal percorso stabilito, più si avvicinano l’una all’altra.
L’opera è una riflessione sulle rivoluzioni silenziose delle donne in cammino ed esplora come il concetto di libertà venga inteso attraverso il tempo e le generazioni. L’Hajj è, infatti, uno dei viaggi più sacri e trasformativi del mondo musulmano a cui lo stesso titolo, “Hijra“, termine che indica l’Egira, ovvero l’emigrazione di Maometto e dei suoi seguaci dalla Mecca a Medina, rimanda; l’opera rivela allo spettatore più di un cambiamento interiore, sempre innescato da questo pellegrinaggio.
La struttura narrativa si sviluppa con equilibrio e profondità, accompagnando con delicatezza la crescita interiore della giovane Jenna. Inizialmente ancora immersa in un mondo infantile, la protagonista si apre progressivamente all’ascolto della nonna, figura guida che le trasmette saperi antichi e verità radicate in un passato ancora vivo nel presente. Questo legame intergenerazionale diventa il cuore pulsante del racconto, un dialogo intimo in cui non è solo Jenna a imparare dalla nonna, ma è anche la nonna, attraverso lo sguardo curioso e sensibile della nipote, a riuscire a ritrovare il legame con un doloroso passato e a divenire più morbida e comprensiva. Il cammino di formazione della giovane donna si compie lentamente, fino a culminare in un toccante rito di passaggio.
L’abile regista si sofferma con delicata eleganza su elementi ricorrenti d’impatto e significativi, come le varie costrizioni che legano personaggi, animali, oggetti; il raschiamento iniziale della neve dal parabrezza del pullmino, o, di nuovo, la neve che cadrà solo a fine ricerca, per ricoprire le scomode verità rivelate; il gioco cromatico degli abiti tradizionali femminili neri e bianchi; lo sporcarsi delle vesti immacolate mano a mano che la realtà si svela …
Un toccante ritratto di un paese in trasformazione, dove, però, le donne che non possono andarsene sono condannate, come viene più volte ribadito, a non dimenticare.
Irene Sandroni