FRANKENSTEIN – Guillermo Del Toro

Con: Oscar Isaac, Jacob Elordi, Christoph Waltz, Mia Goth, Felix Kammerer, Charles Dance, David Bradley, Lars Mikkelsen, Christian Convery

(USA ; 149’)

(Venezia ’82)

Otto anni dopo il Leone D’Oro per La Forma Dell’Acqua e tre anni dopo Pinocchio (Leone d’Argento), il regista messicano Guillermo Del Toro torna al Lido con il suo personalissimo adattamento di Frankenstein o il moderno Prometeo dell’autrice Mary Shelley.

Il professor Victor Frankenstein, nella ricerca di controllare la morte, riesce a dare la vita alla “sua” creatura.
L’opera di Del Toro è il frutto di un lungo lavoro nato quando il regista a soli 7 anni vide per la prima volta l’adattamento cinematografico di James Whale.
Il prodotto è stato diviso dal regista in un prologo e due capitoli successivi che permettono allo spettatore di conoscere la versione della storia da parte di entrambi i protagonisti.
Nonostante i numerosi tributi a grandi titoli della storia del cinema Rocky Horror Picture Show (1975), Edward Mani di forbice (1990), Prometheus (2012) giusto per citarne alcuni, il Frankenstein del regista messicano, re dell’horror, è un lavoro estremamente ambizioso e originale; tutto all’interno del film è estremamente curato: costumi, scenografia, fotografia, sceneggiatura, regia…
A differenza dei suoi precedenti lavori, qui lo spettatore nota una sovversione nelle modalità di lavoro del regista, che se prima portava sullo schermo adattamenti “horror” delle fiabe, oggi riesce a raccontare, quasi fosse una fiaba, anche la più classica delle opere horror.
Particolarmente interessante l’elemento del colore rosso, che viene prima introdotto con la figura della madre di Victor e poi nell’uso dei guanti dello stesso scienziato, guanti da cui non si separa mai ma che, casualmente, scompariranno con l’introduzione della creatura.
Oscar Isaac (Victor Frankenstein) e Jacob Elordi (la creatura) reggono sulle loro spalle, in maniera magistrale, un dramma tra padre e figlio dal lungo minutaggio, ma mai pesante.
Finale a sorpresa che commuove…Applausi in sala meritati!

Lorenzo Merlino

Lucrezia Bedini