ISH – Imran Perretta

Con: Farhan Hasnat, Yahya Kitana, Avin Shah, Sudha Bhuchar, Joy Crookes, Arman Mohammed, Is’haaq Hasan Haque, Hasnain Shah, Zubin Varla

(Regno Unito; 89’)

(Settimana della Critica)

Il giovane Ish trova conforto occupando le giornate insieme al suo migliore amico Maram. I due insieme si divertono creando spazi unicamente loro, al riparo dal mondo degli adulti. Un giorno, però, la brutale quotidianità irrompe nel mondo dei due e Ish è costretto a fare i conti con una scelta difficile, presa impulsivamente.

Il regista, sceneggiatore e compositore Imran Perretta porta sul grande schermo un racconto di formazione poetico e lucido che trasforma il presente in cinema. Il contesto urbano della città di Luton è costruito cinematograficamente dai suoni prevalenti che echeggiano nelle sue strade: aerei, treni, sirene e auto che sfrecciano nella vicina autostrada. Il tutto compone una grande realtà sonora, quasi un unico tessuto, che diventa cacofonia quando entrano a far parte del mosaico musicale anche suoni di urla di gioia, di dolore e scoppi improvvisi. Un paesaggio musicale che corrisponde alla situazione attuale globale, ben rappresentata anche dalle vicende che lo spettatore osserva durante la narrazione dell’opera. A tal proposito numerosi e volutamente ambigui gli svariati termini legati alla dimensione del gioco dei bambini e alla guerra israelo-palestinese, a evidenziare quanto il genocidio attualmente in atto, nonostante sembri lontano, sia in realtà già dentro le nostre case, molto più presente di quanto pensiamo (importante il raccordo sul sonoro dalle urla delle notizie in diretta da Gaza sentite alla radio a quelle di gioia dei bambini nel lunapark).

Si crea, così, uno scenario narrativo in cui ogni personaggio è isolato nel proprio dolore, impossibilitato a percepire quello dell’altro. E in questo contesto crescere e prendere le scelte giuste è sempre più difficile, specie se “devi decidere chi sei o gli altri decideranno per te”

Irene Sandroni