THE VOICE OF HIND RAJAB – Kaouther ben Hania
Con Amer Hlehel, Clara Khoury, Motaz Malhees, Saja Kilani
Tunisia, Francia (89’)
Venezia 82

La regista tunisina scrive e dirige il racconto del drammatico tentativo di soccorrere Hind Rajab, bambina palestinese di 5 anni, unica superstite dell’attacco che i carri armati israeliani hanno sferrato contro l’auto dove viaggiavano lei e parte della sua famiglia il 29 gennaio 2024, a Gaza Nord.
Fin dai titoli di testa, l’immagine che si staglia sullo schermo è quella della linea sonora che trasmette le voci di richiesta di aiuto, in un contesto di combattimenti e spari; subito dopo la macchina da presa introduce lo spettatore nella sala di coordinamento del centro operativo dei volontari della Mezzaluna Rossa, a Ramallah, impegnata incessantemente nella definizione dei percorsi possibili (e tutti da sottoporre all’autorizzazione dell’esercito israeliano), per inviare le ambulanze della Croce Rossa nei punti di emergenza. Tutto il personale (i mediatori, la psicologa, il direttore, i centralinisti…) si mobilita dopo la telefonata che segnala a Gaza la presenza di Hind all’interno di un’auto, bersagliata dai carri armati israeliani, in cui tutti gli altri passeggeri sono morti.
La narrazione procede attraverso la riproduzione delle autentiche tracce audio delle telefonate, ricreando in modo rispettoso e fedele l’ambiente lavorativo e umano della centrale operativa.
I movimenti di macchina, spesso a spalla, e il taglio delle inquadrature seguono il lavoro frenetico di squadra nello spazio chiuso delle sale trasparenti della Mezzaluna, mentre i primi piani stretti sulle espressioni degli operatori evidenziano il passaggio dalla speranza, all’ansia, all’attesa, alla paura, fino allo sconforto al passare delle ore, che fluiscono impotenti davanti ai cavilli di una procedura destinata a favorire il congegno diabolico di una trappola di morte.
Vorremmo pensare di assistere a una fiction adrenalinica, ma l’impatto del fatto di cronaca già diffuso dai social con la voce di Hind e soprattutto le foto finali dei veri protagonisti e della scena di distruzione, dichiarano inequivocabilmente la fedeltà al racconto di una tragedia contemporanea, quella di una guerra che non solo sta sterminando un’intera popolazione, ma sradica e tradisce l’Infanzia e con essa il futuro dell’Umanità.
Nadia Ciambrignoni