FILIPIÑANA – Rafael Manuel

Philippines, 2026, 100’

Con: Jorrybell Agoto, Carmen Castellanos, Teroy Guzman, Carlitos Siguion-Reyna, Isabel Sicat Nour Hooshmand, Micah Musa, Elle Velasco, Angeli Bayani

Film in Concorso

Un’incursione rapidissima in una strada affollata di Manila percorsa da un pullman di turisti, che si ferma davanti a un assembramento di persone accalcate per ricevere una quota razionata di acqua, termina nell’ingresso in un surreale, sconfinato complesso di campi da golf generosamente irrigati senza interruzione da idranti che disegnano linee curve in perfetta simmetria con l’ambiente. I colori, da polverosi e sporchi, diventano immediatamente accesi e nitidi; le figure umane, da gruppi di famiglia di poveri spossati e accaldati, diventano figurini eleganti, in divise colorate gli inservienti (quasi tutte donne) o in abiti di classe i clienti, dai movimenti calibrati, lenti, rallentati.

Il formato 4:3 dello schermo incornicia la narrazione in una scenografia dall’aspetto artificiale e inquietante; immediata da cogliere l’allusione satirica alle nette spaccature e disuguaglianze che separano la rappresentazione della vera situazione filippina da quella falsata, condizionata dall’avvento deformante del neo colonialismo di stampo occidentale.

Le coreografie grottesche per il Direttore e i suoi ospiti, compresa un’orchestrina di musicisti ciechi, lo svago che diventa noia, il cibo che diventa spreco, il golf che diviene occasione di involontario delitto, guidano lo sguardo e l’udito dello spettatore all’osservazione di Isabel, giovanissima assistente di campo, che in questo mondo surreale cerca di inseguire almeno un briciolo di verità, perdendosi in un labirinto e alla fine proprio in quell’acqua che “fuori” deve essere razionata.

Opera coraggiosa, girata con grande fantasia artistica, con un piglio graffiante che fa pensare a Bunuel e visionario alla Wes Anderson.
Una bella sorpresa in questo FEFF 28.

Nadia Ciambrignoni

Le immagini a corredo dell’articolo sono state esplicitamente concesse dall’ufficio stampa del festival al CGS.