LINKA LINKA – Kangdrun
(Cina, Tibet, 2025, 100’)
Con Tsering Yangkyi (Adult Samgy), Tsekyi Metok (Young & Teen Samgyi), Tangsang Lhamo (Adult Lhamo), Dechen Banzom (Young & Teen Lhamo), Norbu Tsering (Older Father), Tubdain Jigme (Younger Father), Tsring Tundrup (Suoso)
in concorso

Una storia sulla memoria dei ricordi tra separazione, amicizia e legame con la propria terra natale.
Samgyi, regista protagonista ricostruisce, nel film che sta girando con la sua troupe, le vicende d’infanzia a Lhasa, nella Regione Autonoma del Tibet. Ne esce un’opera autobiografica che si interroga sulla lunghezza della vita, sulle relazioni familiari e amicali dove tutti hanno una parte: il nonno e il padre della ragazza, l’amica d’infanzia, i tradizionali LinkaLinka (simili a dei picnic), fino ai momenti di famiglia e ai vari spostamenti all’estero per studiare.
La regia cura con grande abilità tecnica una fotografia nitida e movimenti di macchina morbidi che accompagnano lo spettatore in una narrazione ricca di simboli e cosparsa di apparenti ellissi temporali. Si è, così, immersi nel Tibet dell’infanzia, dei ricordi della giovane protagonista e regista Samgyi; ma “la memoria è soggettiva” e ogni evocazione dal passato potrebbe tornare alla mente cambiando forma e colore alla storia vissuta.
Così si scivola nel racconto filmico di una memoria modificata, dove lo stesso spettatore cade nel ‘tranello’ dei ricordi, ma ogni tanto un bagliore del sole che acceca, qualche riflesso insistito, la ricerca della “messa a fuoco” di casa a causa di una vista che diventa miope, insieme ad una curatissima colonna sonora di studiate composizioni elettroniche e ad alcune incongruenze narrative del prima e del dopo, riportano non solo al vero stato emotivo della protagonista, ma anche alla rivelazione di alcune “storture” col futuro.
Intanto il Tibet invecchia insieme a Samgyi in un’opera decisamente antropologica che riflette su progresso e modernità, che crescono di pari passo ad una “vita che sembra lunghissima”.
Irene Sandroni
Le immagini a corredo dell’articolo sono state esplicitamente concesse dall’ufficio stampa del festival al CGS.