SOMEONE LIKE ME – Tam Wai-ching

Hong Kong, 2025, 106’

Con: Jorrybell Agoto, Carmen Castellanos, Teroy Guzman, Carlitos Siguion-Reyna, Isabel Sicat Nour Hooshmand, Micah Musa, Elle Velasco, Angeli Bayani

Film in Concorso

Al suo secondo lungometraggio, la regista di Hong Kong Tam Wai-ching affronta con coraggio e delicatezza il tema della sessualità delle persone con disabilità.

In una Hong Kong contemporanea tratteggiata come una cultura decisamente conservatrice, Mui, trentenne artista affetta dalla nascita da paralisi cerebrale, sente forte l’esigenza di una vita affettiva e sessuale.
La madre, temendo i rischi e i giudizi altrui, le propone una isterectomia, ma la giovane cerca altri percorsi e, supportata dagli amici, si rivolge ad una agenzia di assistenti per i bisogni sessuali dei disabili e all’esperto Ken. L’incontro cambierà le vite di entrambi.

Il film sin dal principio lavora sui dettagli. Primissimi piani e insistenti inquadrature sulle mani e sulla loro gestualità, restituiscono allo spettatore la sensorialità del tatto, dello sfiorarsi e il desiderio dell’incontro con l’altro.
Studiata anche la scelta dei colori e delle ambientazioni che sottolineano la personalità dei due protagonisti: Mui, da una parte, sempre associata ad ambienti caldi e vestiti color pastello, in netto contrasto con Ken, incorniciato in ambientazioni prevalentemente notturne e da fredde luci al neon.
Attenzione anche alla dimensione spaziale, con i percorsi dei due a suggerire divergenze o difficili prossimità.
L’intrecciarsi dei piani temporali, se da un lato modula alcuni disvelamenti funzionali ai climax narrativi, contribuisce da un altro a restituire un senso di disorientamento allo spettatore, in una vicenda che resta comunque sospesa in un finale incerto.

Se non tutti i tasselli del puzzle trovano una definitiva collocazione, l’opera è comunque da vedere per il coraggio e l’intensità con cui sono definiti i contorni dei personaggi.

Raffaella Zoppi e Fabio Sandroni

Le immagini a corredo dell’articolo sono state esplicitamente concesse dall’ufficio stampa del festival al CGS.