INK di Danny Boyle
Con: Jack O’Connell, Guy Pearce, Claire Foy
(Regno Unito, Francia, USA)
116’
Film di Apertura

Mentre nel 1969, da una parte del mondo, l’uomo faceva il suo piccolo grande passo sulla Luna, dall’altra parte dell’Atlantico, in Fleet Street (la via dei quotidiani) nella Swinging London, viene rilanciato il tabloid The Sun attraverso una serie di spregiudicate scelte redazionali.
Il regista e produttore cinematografico britannico Danny Boyle (Piccoli omicidi tra amici, 1995; Trainspotting, 1996; The Beach, 2000; The Millionaire, 2008…) ci fa salire su una montagna russa narrativa che vede protagonisti Rupert Murdoch (Guy Pearce), un ricco magnate australiano delle telecomunicazioni, e il cronista Larry Lamb (Jack O’Connell) scelto come direttore del nuovo quotidiano e incaricato dal primo di formare la squadra di redazione con l’obiettivo di rivoluzionare il concetto di “notizia”.
Durante le due ore di durata della pellicola il ritmo è decisamente serrato. Fretta e brama di “arrivare primi” sono le parole d’ordine di quei giornalisti che non sono poi così diversi da quelli di oggi. E questi elementi fondamentali sono ben riflessi nell’estetica del film che mette insieme: immagini e filmati originali, ricostruzioni, frammenti in stop motion e curiosi effetti stile “stampa tipografica” (nella sequenza iniziale) in un gioco continuo di accelerazioni.
L’uso narrativo del montaggio ritmico è sostenuto da un commento sonoro sopra le righe ed estremamente dinamico, mentre la macchina da presa, spesso inclinata in diagonale, ci restituisce un senso di moto continuo tipico delle vecchie rotative (non a caso più volte inquadrate).
Decisamente interessanti e attuali gli spunti critici riguardanti la trasformazione del giornalismo, dalla scelta alle modalità di diffusione delle notizie tra narrazione e verità.
E se il ’69 è stato l’anno della Luna, non si può dimenticare come la rivoluzione comunicativa operata dal The Sun, abbia costituito una sorta di genesi per l’accelerazione dell’informazione attuale.
Francesco Azzini
Il film racconta di come Rupert Murdoch e Larry Lamb abbiano trasformato un giornale di bassa lega della Fleet Street di fine anni ‘60, il The Sun, nel quotidiano più venduto al mondo, rivoluzionando per sempre il modo di raccontare notizie. La sceneggiatura è adattata dalla medesima opera teatrale di James Graham, che lui stesso riesce a reinterpretare per il grande schermo.
La narrazione si suddivide in due parti scandite da ritmi differenti seguendo una struttura tipica dei film biografici. Sin dall’incipit, in medias res, grazie a un montaggio frenetico, caratteristico di Boyle, si percepisce l’euforia dei protagonisti per la trasformazione del The Sun. Lo spettatore riesce a leggerlo già solo dal montaggio, caratterizzato da una cadenza sincopata, rapida come le rotative zeppe d’inchiostro, come la crescita del tabloid stesso. Le musiche integrano il racconto, il punk britannico degli IDLES, come critica all’austerità e alla tradizione (The New Sensation) è mirato per la rivoluzione che sta accadendo per Fleet Street. Come i titoli, che per direttiva devono essere inclinati e originali, i movimenti di camera e le inquadrature spesso sono fuori bolla e funambolici.
Nella seconda parte invece, l’andatura rallenta, il ritmo si spezza quando si arriva al fulcro della storia: l’etica e i limiti legati a essa. Il film infatti ci inganna, facendoci credere che Lamb possa avere a cuore gli interessi della gente, con le sue idee visionarie e la necessità di dare al popolo ciò di cui ha bisogno, ma il risultato finale sarà un’onda d’urto di tossicità propagata fino a oggi.
Tutto il racconto fluisce sul simbolismo di un inchiostro che non solo sporca, ma imbratta come il The Sun fa con l’etica del giornalismo di allora. L’unico mezzo che comunica le cifre dei soldi, degli stipendi, creando così un’equazione.
La pellicola si risolve in una critica non solo allo stravolgimento del giornalismo, ma anche alle conseguenze dell’effetto a catena scaturito da questo. Si presenta una critica sull’attualità e il rumore odierno, balzando, tristamente, da una commedia, una storia di rivalsa, a un dramma amaro che sottolinea la necessità di tutti di fare numeri, di lasciare un segno, a qualsiasi costo, come quell’inchiostro.
Caciagli Francesco, Pierantozzi Andrea
In copertina:
INK – Actor Jack O’Connell
(Credits STUDIOCANAL SAS & Danny Boyle)