NELSON SAN, ANATA WA HITO WO KOROSHIMASHITAKA? di Shinya Tsukamoto

Con: Rodney Hicks, Geoffrey Rush, Mark Merphy, Tatyana Ali, Lily Franky

Giappone, USA, Thailandia, Vietnam / 116’

(In concorso)

Nelson Allen, ex marine nella guerra del Vietnam, una volta congedato convive col disturbo da stress post traumatico a causa degli orrori cui ha assistito e partecipato. Dopo anni passati tra psicofarmaci e terapia riesce ad aprirsi e raccontare la sua storia senza censure.

Shinya Tsukamoto, classe 1960, regista, sceneggiatore, attore, montatore, direttore della fotografia, produttore cinematografico e scenografo giapponese, conclude con quest’opera una ideale trilogia sul tema della guerra iniziata nel 2014 con Nobi e proseguita nel 2023 con Hokage – Ombra di fuoco.
Portando sullo schermo lo scritto  autobiografico “Mr. Nelson, Did You Kill People?” dello stesso Allen Nelson il regista-cult di Tetsuo (1989), Tokyo Fist (1995), Bullet Ballet (1998),  A Snake of June (2002) e Vital 2004), punta l’obiettivo non tanto sulla ricostruzione dei massacri operati dall’esercito USA sui vietcong (peraltro ricostruiti con dovizia di particolari), quanto sul percorso di elaborazione del protagonista e sulla sua presa di coscienza sulle violenze compiute e sul perché delle scelte effettuate.

Ne emerge una riflessione dolorosa su una ennesima “mutazione”, in questo caso psicologica, ma con risvolti molto fisici, che ben rientra nella cifra stilistica e nella filmografia dell’autore.
Dal punto di vista del linguaggio si sottolinea l’enfatizzazione di tracce sonore e rumori intradiegetici che diventano manifestazione della tempesta interiore del personaggio principale, l’utilizzo di cromatismi accesi, del montaggio alternato che regge diverse linee temporali, e che, a tratti, si accende di quelle accelerazioni disturbanti che rimandano alla prima fase cyberpunk dell’autore.
Notevole la prova attoriale di Rodney Hicks, capace di reggere primi piani intensissimi ed insistiti cui si affianca un efficace Geoffrey Rush.
Un film di grande spessore e attualità, quanto mai necessario.

Alberto Piastrellini


“Mr. Nelson, did you kill people?” Questa la domanda di una bambina che pietrifica Allan Nelson, soldato della Marina militare di recente congedo dal Vietnam.
Flashback, linee temporali che si alternano e fondono, ritmo di montaggio serrato e rumori assordanti. Questi alcuni degli aspetti cruciali che cerca di restituire la pellicola oltre alla vita alienata e lo slittamento identitario dovuto alla brutalità della guerra che ha lasciato un segno indelebile sia nella storia americana che in quella vietnamita.
Tsukamoto si concentra sulla vita di un uomo che a partire dall’infanzia è costretto a sopportare violenze domestiche, le quali riemergono anni dopo sul campo di battaglia così da renderlo freddo e quasi del tutto indifferente alle brutalità compiute. Il regista riesce a portare sullo schermo un film di guerra crudo e non edulcorato ma rispettoso e onesto con lo spettatore grazie all’utilizzo di suggestivi fuoricampo. L’utilizzo della macchina da presa sottolinea la volontà di raccontare il dramma personale di Nelson, mettendolo al centro di tutto tramite primi piani marcati.
Molto interessanti le scene in soggettiva, angoscianti e confuse dal punto di vista visivo e sonoro, durante le quali il protagonista rivive nell’ambiente urbano una guerra che è ormai solo nella sua testa.
“Mr. Nelson, why did you kill people?”
“Mr. Nelson, why did you kill people?”
“Mr. Nelson, why did you kill people?”
Come un mantra allo scadere della seduta dallo psicologo, dopo decenni di incontri sciogliendo uno nodo alla volta, riesce a far scavare Nelson negli strati della propria mente così da fargli assumere coscienza delle proprie azioni reindirizzando la sua vita su una nuova missione.

Alice Cerulli
Matteo Boaretto
Gabriele Canevari

In copertina: NELSON SAN, ANATA WA HITO WO KOROSHIMASHITAKA (MR. NELSON, DID YOU KILL PEOPLE) – Actor Rodney Hicks (1)