IL RAPIMENTO DI ARABELLA – Carolina Cavalli
Con: Benedetta Porcaroli, Lucrezia Guglielmino, Chris Pine, Marco Bonadei, Eva Robin’s
(Italia; 107’)
(Orizzonti)

Secondo lungometraggio di Carolina Cavalli, la regista e sceneggiatrice decide di portare a Venezia un film che parla di rimpianti. Holly (Benedetta Porcaroli) crede di essere la versione sbagliata di sé e di aver preso una strada che non le appartiene. Incontrata una bambina di nome Arabella (Lucrezia Guglielmino), pensa di aver trovato la sé stessa del passato e cerca di convincerla a cambiare il suo futuro.
Una scelta tematica interessante, nata dalla necessità di parlare di un sentimento crescente: il rimpianto delle scelte non prese e il voler essere speciali. Tutti i personaggi presenti nella narrazione si sentono infatti sconfitti dalla vita, concentrandosi solo sul passato, senza riuscire a vedere le scelte che potrebbero ancora fare, presenti e future. La narrazione viene suddivisa in due prologhi in cui le protagoniste vengono introdotte singolarmente per poi incontrarsi e iniziare un vero e proprio viaggio, in cui la loro identità viene raccontata tramite diversi primi piani significativi, che culminano in un camera-look finale di Arabella, in cui le due si vedono finalmente per chi sono.
Ottima recitazione di Benedetta Porcaroli, che porta sullo schermo una personalità schizofrenica borderline in maniera coerente e credibile, e della piccola Lucrezia Guglielmino che riesce a dare una personalità ed espressività esplosiva al suo personaggio.
Nel complesso un’ottima commedia.
Gianmarco Toson