LATE FAME – Kent Jones

Con: Willem Dafoe, Greta Lee, Edmund Donovan

(USA; 90’)

(Orizzonti)

Il regista di Hithcock/Truffaut (2015), l’iconico documentario basato sul libro scritto da Francois Truffaut dedicato al maestro del brivido, torna dietro la macchina da presa per dirigere un film drammatico, tratto dalla novella Fama tardiva (Später Ruhm) di Arthur Schnitzler.

La storia segue la vicenda di Ed Saxberger, un poeta oramai dimenticato che lavora all’ufficio postale di New York. Quando un giovane ragazzo lo riporta alla fama facendolo accogliere da un piccolo gruppo di aspiranti artisti che sembrano ammirare il suo vecchio lavoro e lo consacrano come un autore fuori dal comune, Ed sembra rivivere i suoi tempi di gloria ormai quasi dimenticati. Noti come la “Enthusiasm Society“, al centro del gruppo c’è Gloria, avvenente attrice la cui presenza scatena in lui un nuovo e puro desiderio creativo.

L’opera non narra solo di una rinascita spirituale, ma si pone anche come commovente riflessione sulla memoria, il bello di riscoprire il passato, l’effimera natura della fama. La forza emotiva del film è anche frutto della straordinaria performance di Dafoe, talmente realistica ed empatica da non sembrare nemmeno finzione scenica, capace di coinvolgere emotivamente lo spettatore, declinando un uomo scisso dal gusto di una seconda fama, seppur “tardiva”, e il triste ricordo di un passato colmo di rimpianti. Una visione in chiave moderna di un messaggio che Hollywood ha sempre cercato di riportare sul grande schermo sin dai tempi di Viale del Tramonto (1950), ma questa volta in maniera più sottile e nitida.

Raffaele Piccirillo